L’arto fantasma 

-sai cosa? Ti avrei chiamato. Tutte le notti. 

-perché non l’hai fatto? 

-avevo così tante cose da dirti, una vita intera da raccontarti. 

-potevi iniziare. 

-troppe parole, così tante che sarebbero restate aggrappate alla lingua. Sarei restata in silenzio. Avrei finito col riagganciare. 

-allora avresti dovuto farlo. Ero lì anche per quello, per farmi chiudere il telefono in faccia. 

-tu non c’eri. Per undici anni sei sparito, come potevo sapere che dall’altro capo del filo ti avrei trovato? 

-perché siamo noi. Perché questo non può cambiare col tempo. 

-io sono cambiata. 

-io pure. Siamo diversi e sempre gli stessi. 

-no. Io sono cambiata davvero. Hai idea di cosa significhi essere me adesso? 

-no, però me lo puoi spiegare. 

-e come? Cosa dovrei dirti? Le solite frasi fatte? Che la vita è dura, che sono stanca, che dopo la notte arriva l’alba? 

-se vuoi. 

-dopo la notte non arriva niente. Solo altra notte, un buio perenne. 

-io volevo stare con te in questa lunga notte. 

-anche io. 

-tu sei andata via. 

-dovevo. Con me avresti vissuto a metà. Saresti stato mutilato. 

-senza te sono stato mutilato. Sei partita senza salutare e non sei più tornata. Ho vissuto con la psicosi dell’arto fantasma per tutto questo tempo. Ed eri tu l’arto che mi mancava. 

-cosa avrei potuto darti? Niente figli, nessuna parvenza di normalità, malattia. 

-era una scelta che spettava a me. 

-io sono malata. Davvero pensi che saresti stato pronto per questo? 

-si è vero sei malata, ma preferisco una vita malata con te che una vita a metà senza di te. 

-tu non capisci… Tu non ti rendi conto. 

-tu non ti rendi conto. E ora, se scendi da questo treno e invece di fuggire di nuovo a duemila chilometri scendi e ti lasci abbracciare forse lo capirai.

Annina Botta 

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6 pensieri su “L’arto fantasma 

  1. Spesso ci ergiamo a giudici della vita altrui, Crediamo di far per l’altro quello che è meglio per lui/lei senza porci il minimo dubbio che sia così. Come possiamo decidere noi della felicità della persona che amiamo? Non si può, dobbiamo dargli la possibilità di scelta, non esser noi a sceglier per lui/lei. Basterebbe solo essere sinceri e aperti, non aver paura di ferire, perchè nella paura di ferire si nasconde a volte proprio la paura di esser feriti

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  2. Sì bello. Mi piace come scrivi. Scusa la curiosità, ma tu ci vivi scrivendo? Cioè sei una scrittrice? Che poi uno non è che sia un vero scrittore solo che lo pagano visto che pubblicano della gran merda. Ma era solo una curiosità. Una specie di complimento espresso male. Brava ancora

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      1. Te lo auguro perché te lo meriti. Anche se non so se la gente sia tutta in grado, oggi come oggi, di leggere e capire un libro. È troppo presa a mettere i like su fb…

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