La notte cantava 

La notte cantava parole di stelle. 

Cantava parole lontane, portava sapori e odori che non si potevano afferrare. 

Bisbigliava parole audaci prima di urlare parole proibite. 

La notte ci portava vicini. 

Quasi pelle contro pelle. 

Quasi amore dentro amore. 

La notte ci spettinava e ci faceva sorridere. 

Ci illuminava di lunari bagliori. 

Ci inebriava di passionali pulsioni. 

La notte… La notte ci incantava e ci trasformava. 

Non più io, non più tu, non più noi. 

Mille altri, mille noi, sempre gli stessi, sempre diversi. 

La notte ci portava a gustarci, sfiorarci. 

Lontani e vicini. 

Non c’era più un giusto e uno sbagliato. 

Non c’era più un freno o un ostacolo. 

La notte potevamo fare quello che di giorno non avremmo avuto il coraggio di provare. 

La notte era la nostra rivoluzione, la nostra benedizione. 

E intanto, impegnati a far l’amore, la notte continuava a cantare parole di stelle.

Annina Botta 

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