Non siamo una canzone pop

Vorrei poterti dire tante cose. 

Che eravamo perfetti lo sai? Che eravamo belli e mai fuori posto occhi dentro occhi? Si lo sai. 

Eppure non è andata. 

Forse non eravamo poi così giusti, così perfetti, o forse lo eravamo troppo. Talmente tanto da romperti, da non poterla sopportare tutta quella bellezza. 

Fisso un punto e focalizzo il tuo viso, mi rendo conto che mancano dei dettagli, piccoli forse. 

Eppure… Eppure io lo conoscevo a memoria. Ogni neo, cicatrice, ruga d’espressione. 

Adesso invece sei sbiadito, sei ovattato. 

Diventi distante e tutto sembra impossibile. 

Impossibile che siamo stati assieme, impossibile che ci siamo vissuti, impossibile che ci siamo amati. 

Impossibile che ci siamo conosciuti. 

Non è come nelle canzoni pop, noi non ritorniamo. 

Forse camminando ci cerchiamo ma no, non ci troviamo. 

Non è come nelle canzoni pop, noi alla fine ci siamo lasciati, ci siamo allontanati. 

Restano le foto di momenti vissuti, passati. 

Non è come nelle canzoni pop, non ci saranno ritorni mozzafiato e non c’è stato un addio urlato. 

Siamo stati dolci, un po’ schivi. 

Ma siamo stati io e te. 

Noi non siamo una canzone pop, noi siamo vivi.

Annina Botta 

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8 pensieri su “Non siamo una canzone pop

  1. “Ti lascio passeggiare un po’ tra i miei pensieri
    non farti spaventare dal disordine
    fa parte dell’arredamento.
    Troverai qualche soldatino di guardia
    fanno tanto i duri, ma in fondo vogliono solo una carezza.
    Ti lasceranno entrare.
    Paura e ansia non le guardare
    sono due prime donne
    non aspettano altro che farsi belle agli occhi delle novità
    prosegui pure avanti, hanno poco da raccontarti.
    Appena superata la curva della speranza
    diciamo tra incoscienza e (s)ragione
    lì potrai affacciarti ai miei desideri.
    Vedi quelli in corsivo ?
    Ecco, per loro ho scelto un vestito elegante.
    Di quelli proibiti ho perso la chiave.
    Ma non sono in prigione.
    Giá che ci sei, liberami un po’ di follia.
    La notte urla e straparla
    non mi lascia riposare.
    La malinconia è sempre a leggere in disparte
    un po’ per scelta un po’ per arte.
    Sì, insomma, non cercare di fare ordine
    l’ultima volta mi ci sono voluti due anni di analisi
    per risistemare.
    Puoi fermarti quanto vuoi, o restare a dormire
    ma ricordati di baciarmi gli occhi
    se deciderai di uscire.”
    — Andrew Faber.

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