Il valore aggiunto 

Sono una figlia del Sud adottata dal Nord. 

Scrivo per la mia memoria, per le persone belle incontrate, per i momenti tristi e felici, per gli stronzi inevitabili. 

Lo faccio perché mi ritengo fortunata ad aver vissuto queste due realtà così diverse e speculari. 

Perché mi piace avere un accento ibrido e la “zeta dolce”. 

Perché sono una terrona ma un po’ polentona mi ci sento. 

Perché parlo e capisco due dialetti, che è un po’ come avere un master in lingue. 

Perché le etichette mi son sempre state strette. Le vedo giusto sui barattoli al supermercato. 

Perché il Sud non è solo criminalità e “scurdammc o passat simm e napule paisà”. 

E il Nord non è solo freddezza, avarizia e “goti e porchi”. 

Perché so cucinare sia la polenta onta che la pastiera napoletana, non è fantastico? 

Del Sud riconosco gli odori, soprattutto di pane e panni stesi al sole. Quel Sud che mi ha vista adolescente e che custodisce così tanto di me. 

Del Nord riconosco le sensazioni, quella di vedere la mia casa, le strade di sempre, le montagne che mi hanno guardata diventare donna mentre non me ne accorgevo. 

Mi sento una privilegiata. 

Ho potuto conoscere così tante persone diverse, così tante storie, ho due posti da poter chiamare “casa”. 

Negli innumerevoli viaggi su e giù è come se avessi fatto il giro del mondo, due volte. 

E questa non è solo la mia storia, è la storia di chiunque abbia radici che affondano altrove. 

È un’opportunità, un valore aggiunto. 

È poter conoscere e rispettare profondamente due mondi. 

Ogni volta che parto, indipendentemente dalla destinazione,  semino qualche pezzo solo per avere una buona scusa per ritornare. 

Dagli amici, dalla famiglia, dai luoghi di sempre. 

Poco importa se sia Nord o Sud, sarò comunque sempre a casa.

Annina Botta 

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20 pensieri su “Il valore aggiunto 

  1. Sei una persona positiva ed ottimista che ha saputo raccogliere il meglio dei posti che hanno fatto cornice alla tua vita alimentandola non da contraddizioni o luoghi comuni ma da un affetto sincero veramente ammirevole
    Ho sempre pensato che non siano i luoghi a plasmarci ma noi stessi a saperci adattare cogliendo i dati positivi che esistono e che non dobbiamo disperdere. Hai tutta la mia stima soprattutto per il tuo brano che sprizza simpatia e che non conosce retorica. Finalmente!

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  2. Anch’io sono una terrona trapiantata al nord e alcune cose mi piacciono del sud, altre del nord, mio marito è del nord ma, che vuoi, non tutte le ciambelle escono col buco. Scherzo. Ciao, mi è piaciuto tanto il tuo post e ne condivido il contenuto. Buona serata.

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  3. Condivido, anche io credo che dovremmo sentirci tutti arricchiti delle nostre origini e dei luoghi e delle persone che ci vedono crescere. A maggior ragione oggi, in un mondo sempre così in movimento nel quale è importante certamente non perdere la nostra identità e la nostra cultura, così come è importante confrontarla con altre. ampliarla e rinnovarla.

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  4. La mia filosofia è concedere sempre un’occasione a chiunque incroci la mia strada a prescindere da ogni preconcetto. Il Nord mi identifica ma è il Sud a completarmi. I confronti cerebrali mi coinvolgono ma sono le minchiate ubriache a darmi autentico sollazzo. I ristoranti stellati appagano il mio gusto papillar-estetico ma sono le trattorie che mi fanno ordinare il bis.
    Quindi condivido il suo pensiero.
    E’ dalle differenze che nasce la Meraviglia.

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  5. Io mi sono sempre sentito come te anzi, anche di più visto che mi son sentito a casa e bene anche fuori dall’italia! Quindi condivido in toto questo pensiero e il campanilismo lo lascio solo per uno sano sfottò tra amici che si rispettano mentre al di fuori di ciò è solo una demenzialità usata da gente con poco cervello.
    Detto ciò però vorrei dire che, da persona del centro sud c’è sta cosa dei polentoni che proprio non digerisco ed è proprio il caso di dirle! Perchè? Ma perchè la polenta non è , al contrario di quel che tanti credono, un piatto prerogativa del nord! Anzi…la polenta nelle sue forme più povere e semplici, quando la farina di grano era un lusso per pochi signorotti, era un piatto diffusissimo a qualsiasi latitudine italica…quello c’era! Ecco, forse se c’è una distinzione che si può fare essa riguarda in un certo senso il montanaro quindi diffusa nell’arco alpino ma anche lungo la dorsale appenninica mentre nelle zone di mare andavano di zuppe di pesce! E ciò detto, a me piace un casino! 😀

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      1. per me non è astratto…capisco quello che intendi però….c’è una carta dei tarocchi che tra le tante cose indica che ancora sta cercando “il tuo posto nel mondo”…..è un pò quello che per me è casa….e non trovo….casa materialmente è qui, con i miei animali, le candele, adolescente, le cose da yoga….ma mi sfugge qualcosa 😉

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