Ama il tuo riflesso 

Ho qualche rotolino, i capelli perennemente ingrifati, il naso è l’unica cosa importante che ho. Non sono sexy, seducente e conturbante. Nelle foto se possibile vengo anche peggio. Il vitino da vespa l’ho perso alla festa di compleanno dei vent’anni. Il metabolismo veloce deve essersi rotto entrambe le gambe che sennò non me lo spiego. Non sono di sicuro una femme fatale. Non ho la camminata felpata felina, anzi se non sto attenta rischio slogature multiple. Se mi piacerebbe essere piú avvenente?cazzo ovvio che si!tutti votrebbero essere piú belli. Però nonostante sia ben lungi dall’esser perfetta mi vedo comunque bellissima. Mi specchio e vedo riflessa l’immagine della persona che conosco di piú e al contempo di meno. L’immagine mutata nel tempo e forgiata da lineamenti che mi riportano alle mie radici. A chi non c’è piú e a chi c’è ancora. E questo è bellissimo. Lo rende,per me,il volto piú bello del mondo. Perchè mi ricorda chi sono stata, chi sono, da dove arrivo. Tutti dovremmo essere bellissimi per noi stessi. Come aspiranti e piú mitigati narcisi dovremmo amare l’immagine riflessa. Perchè se così non fosse il primo venuto potrebbe farci credere di non essere abbastanza. E io questo potere nelle mani di una persona non lo metterei mai.

Annina Botta 

Se fossi te 

Se io fossi te mi chiamerei, mi manderei un messaggio bellissimo, di quelli dolci che però fanno anche ridere. 

Prenderei la macchina e verrei a farmi una sorpresa e senza darmi il tempo di dire “ciao, ma che ci fai qui?” mi darei un bacio. Senza parole, senza un perché.

Annina Botta 

Un amore di riflesso. 

Hai presente gli sbadigli di riflesso? Chessò vedi un gatto, un bel gattone cicciotto e tigrato grigio, spaparanzato al sole che fa uno sbadiglio di gusto, uno sbadiglio grasso. 

E tu, che ti incanti un po’ a guardare tanta indolenza esibita, sbadigli di riflesso. 

Per un attimo ti senti gatto anche te, e alzi le braccia, ti stiracchi e le articolazioni scrocchiano. 

Ecco, io vorrei, chessò, che guardando me che sorrido, me che t’amo, me che che ti vedo così dannatamente bello, tu, per esempio, di riflesso ti sentissi felice, mi amassi, mi vedessi dannatamente bella. 

Che sentissi che non puoi farne proprio a meno. 

Vorrei essere il tuo grande amore di riflesso.

Annina Botta 

Gioca con me. 

Facciamo un gioco. 

Io adesso me ne sto un po’ nascosta, un po’ lontana da tutta sta caciara. 

Ascolto il cuore e la ragione e facciamo che non so chi vince. 

Stanno lì, alla pari, palla al centro. 

E poi, così, un po’ da stronza e da cogliona, faccio l’unica cosa che mi riesce una favola. 

Scappare, mandare tutto a puttane. 

E in questo gioco, tu le regole già le sai, e non mi fai vincere. 

Facciamo che mi fai perdere, un sacco, rovinosamente. 

Che anche se mi impegno, e mi impegnerò, non la spunto. 

Che pure se so cogliona e la testa non ragiona tu non vai via. 

Facciamo un gioco. 

In questo gioco tu resti e per la miseria mi dici che non ho capito un cazzo, ti arrabbi nero e poi, poi alla fine,  non abbandoni il tavolo. E me le sbatti in faccia le mie merdose regole, fatte di muri e confort zone, e mi dici che ci tieni. 

Facciamo un gioco. 

In cui alla fine anche se posso essere la più indisponente del creato, e lo sarò, tu invece di tornare a casa mi prendi senza troppi fronzoli e si fa l’amore.

Da arrabbiati, da frustrati, da coglioni. 

Facciamo un gioco. 

Dimentica tutti i giochi e le regole fino ad ora conosciuti. 

Questa volta improvvisato, questa volta le scriviamo tutte nuove. 

Io e te.

Annina Botta 

Dimmi qualcosa di stupido 

E dopo, stesi, ancora intrecciati, un po’ spettinati e arrossati, immersi nel silenzio ma non imbarazzati. 

Sorprendimi. 

Dimmi qualcosa di stupido magari, non che sono bella o che ti è piaciuto, qualcosa di sciocco, per ridere assieme. 

Che è un po’ come rifare l’amore subito. 

Ti prenderei i capelli, mi faresti un po’ rotolare per ritrovarti a darmi un casto bacio sulla coscia. 

Ti guarderei con tenerezza e poi ti direi che adesso, se ti va, puoi dirmi chi se. 

Annina Botta 

Sopra di noi 

Piove. Come una sacra abluzione che lava il corpo, lo spirito, l’anima. Tuona. Come uno smottamento che mette in disordine pensieri, emozioni, sensazioni. Sacro e profano. Giusto e sbagliato. Redimersi e lavarsi o incendiarsi e fare rumore. Fare l’amore. Come viene, come piace, senza perchè, senza domani. Il temporale, il tempo di un temporale. Che scoppia, scroscia, che tuona e fa paura. Paura come il desiderio, paura come il sol pensiero. Ma poi ci sarà vento, ad asciugare la pelle, ad asciugare i pensieri, ad asciugare le mani i capelli e i ricordi.

Annina Botta 

Papaveri 

Ti sarei corsa incontro, immersa fra i papaveri che fragili si ergevano dal cemento. 

Ti avrei dato un bacio finché non fosse venuta notte. 

Ma tu, tu non c’eri ad aspettarmi. 

Tu eri già altrove, fra altri fiori e altri sapori. 

Annina Botta