Dialoghi interiori parte 2 

​Cervello:allora,  cosa abbiamo imparato? 

Cuore: che io sono pazzo di lui! 

Vagina: è tutto un bollore,  me lo sento.  Ve lo dico questa volta decido io! 

Cervello: oooo mi ascoltate? Ma voi mi bruciate le sinapsi! È un coglione,  dai è un bipede insulso,  l’evoluzione ha palesemente fallito con lui.  

Cuore:aaaaaah che tesorino cucciolino patatino,  mi ha scritto un whatsappino col buingiornino. 

Cervello: ok,  l’evoluzione ha fallito anche con te. 

Vagina:oh senti non rompere! È un manzo pazzesco,  siamo due contro uno e io non batto chiodo da una vita. Quindi per me evoluzione,  sinapsi,  whatsappini e tutto il resto so fatti vostri! 

Cervello:io con te ho fallito.  Sei una dissennata.  Mi spengo,  decidete tutto voi. 

Annina Botta 

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Wendy per sempre 

​Una volta era tutto più facile.  

Ti ricordi che si passavano ore a cercare il sassolino perfetto per giocare a settimana? 

Ricordi che si saltava di mattonella in mattonella immaginando che ci fosse la lava? 

Ricordi di come si sognasse il primo amore? 

Di come si sognasse un gran futuro? 

Senza inganni,  senza intoppi.  

Senza ripieghi e senza rattoppi.  

Poi qualcosa va un po’ storto,  non bastano più i pensieri felici per volare.  

Eppure fino a ieri ci riuscivi,  avevi le tasche piene di polvere magica.  

Succede una delusione,  poi un’altra.  

Succede che diventi disincantato,  o almeno ci provi.  

Succede che non lo sai esattamente quando è successo.  

Che se ti sporchi il naso di gelato in pubblico ti guardano male e tu vorresti solo ridere.  

Ridere di chi non si schizza mai con gli spaghetti,  di chi è troppo razionale,  di chi non si lascia mai andare.  

Ridere di chi non prova mai stupore,  di chi non sbaglia mai,  di chi sa sempre ciò che vuole.  

Perché io non lo so cosa voglio fare,  so cosa voglio essere.  

Non lo so il finale ma so come vorrei vivere tutto il resto. 

Annina Botta 

Io non mi vergogno 

​Sono stanca e rompo il silenzio. Quel silenzio omertoso,che ti fa vergognare,ti fa sentire diverso. Se lo dice bonolis,carlo verdone,maria de filippi allora va bene. Sono dei grandi,hanno le palle. Ma io non sono nessuno,non sono una celebrità,non sono una vip. L’ansia esiste,è un male che colpisce migliaia di persone. Che ogni giorno lottano per tentare di fare le cose,senza quella paura irrazionale che ti prende e non ti lascia respiro. L’ansia può durare un periodo,può andare via per anni e tornare. L’ansia,l’ipocondria,la depressione,gli attacchi di panico sono una realtà. Le ha un familiare,un amico,un collega,un vicino di caso,il garzone del pane,il direttore d azienda,  l’insospettabile,  l’amico fraterno. Siete circondati da persone che almeno per un periodo hanno provato uno stato di disagio dell’anima.  Sette su dieci dicono le statistiche.  E io sinceramente sono stanca di dovermi vergognare perché lotto ogni giorno,perché a volte ne ho le palle e a volte no. Sono stanca di non doverlo dire ad alta voce perché la gente ti guarda strano. Sono stanca di dover far finta di niente. Voglio rompere il silenzio,per me,per tutti quelli che ci sono passati,che ci sono infognati,che si sentono sbagliati. Perché è facile poi,quando qualcuno molla e si rassegna dire ‘poverino’. Eh no,troppo semplice. Usate umanità e sensibilità. Non è trasmissibile,non è infettiva,  non abbiamo la peste o le verruche genitali, non ci rende stupidi o incapaci di intendere e volere. Ci rende solo meno liberi. Perché qualcosa dentro ci blocca. Non bloccateci anche voi con i vostri giudizi,la vostra a volte cattiveria,la vostra diffidenza e la vostra ignoranza. È un problema di cui non si parla,  se non sottovoce,  bisbigliando,  come fra vecchie comari,  come fosse un’oscenità. È uno stigma infarcito di luoghi comuni e superficialità. Chiedete,  informatevi,  abbiate empatia e sensibilità.

Annina Botta 

Tabacco e whisky 

​Una vecchia canzone degli Abba passa alla radio,  “the winner takes it all”.  Riempiamo i silenzi con parole a caso.  

Cazzo,  sto gesticolando troppo.  Mi impongo di tener ferme le mani.  

Ci guardiamo di sfuggita e poi abbassiamo gli occhi.  

Fuori fa freddo,  ha nevicato,  il cielo è limpido e gelido.  Eppure dentro la macchina si respira aria elettrica.  Continuo a mettermi ciuffi di capelli dietro l’orecchio,  tu ogni tanto ti schiarisci la voce.  Come a voler ingoiare un impulso.  

Le chiacchiere finiscono,  la canzone anche,  lo speaker parla di qualcosa,  non riesco a sentirlo.  Alziamo gli occhi e ci impigliamo quel secondo in più che basta.  Ti avvicini, le mie labbra tremano e si tingono di porpora.  Chiudo gli occhi.  Ci annusiamo prima,  a un millimetro dal bacio,  ma non abbiamo fretta.  Odori di tabacco e whisky.  Provo a immaginarmi come sarà.  Provo a indovinare come baci.  Mi prendi il viso fra le mani,  il respiro accelera e i nasi fanno la danza eskimese.  Apro gli occhi,  ti voglio guardare,  adesso. Occhi dentro occhi e poi labbra dentro labbra.  È un bacio dolce,  pieno,  che diventa famelico e spinto.  Non so più chi sono,  non so più chi sei.  So solo che siamo,  noi due,  belli come le lanterne del capodanno cinese.  Mi lasci un sapore caldo e alcolico.  E so già che ora verrò a riprendermi le tracce di rossetto che ti ho lasciato.

Annina Botta 

Costellazioni 

​Con la punta delle dita immagino di tracciarti sulla pelle una mappa segreta.  

Mi diverto a unire i tuoi nei e scoprire nuove costellazioni.  

Ti guardo negli occhi e ci vedo dentro le galassie,  la vita,  la luna.  

Oggi sono grigi,  brillano nel buio come pagliuzze d’argento.  

E io,  io farei qualsiasi cosa per potermene portare a casa un frammento.  Il fatto è che ci sono rimasta prigioniera dentro,  come in uno specchio fatato.  Mi hai rubato il riflesso e te lo porti in giro per il mondo.

Annina Botta 

Prova di coraggio 

​Ci sono momenti nella vita che sembrano insuperabili.  

Momenti in cui ti senti smarrito,  risucchiato,  schiacciato.  

Momenti che ti tolgono il respiro e ti opprimono.  

Non vedi vie d’uscita,  non trovi soluzioni,  non hai la forza per reagire,  combattere.  

Sei lì,  messo all’angolo dalla vita. 

Da situazioni che non avresti mai pensato,  che non hai voluto o che inconsapevolmente ti sei cercato.  

Mi piace pensare che alla fine tutto si sistemi.  

Che ci sia il riscatto,  la risalita,  la rivincita.  

Che,  come fiere in gabbia,  si riesca a liberarsi e tornare a correre,  spensierati fra i vasti campi della vita.  

Mi piace pensare che le sofferenze e le fatiche vengano ricompensate,  che,  come prove di coraggio e passaggio,  elevino a un’altra fase dell’esistenza.  

Mi piace pensarlo,  mi piace sperarlo,  mi piace crederlo. 

Annina Botta