Come sempre.  

​E se un giorno,  come sempre,  rinchiusi in questa gabbia come uccelli inadatti al volo,  aggrappati alla rete,  succhiassimo vita come acqua da un dispenser scadente? 

E se un giorno,  come sempre,  troppo ottusi e ostili,  troppo orgogliosi e infantili,  continuassimo ad avercela per qualcosa di cui ormai ignoriamo addirittura l’origine? 

E se un giorno,  come sempre,  io aspettassi te e tu me,  fermi immobili su posizioni stanche e comode? 

E se un giorno,  come mai,  facessi un passo verso te,  che faresti? Mi vorresti forse incontro? 

Forse il mondo franerebbe,  la luna cadrebbe,  il sole si spegnerebbe.  

O forse,  più semplicemente,  il fango,  la palude,  lo schifo,  tutto guarirebbe. 

Annina Botta 

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La differenza 

​Non ho bisogno di amarti,  io voglio amarti.  

Non ho bisogno dei tuoi baci,  io voglio i tuoi baci.  

Non ho bisogno di stare con te,  voglio stare con te.  

Capisci la differenza? 

Non è necessità,  la mia è volontà.  

Posso scegliere di stare con te o piuttosto con nessun altro.  

Posso comunque vivere,  non mi mancherai come l’aria,  non dirò che mi sento annegare.  

Dirò che voglio te vicino a me finché imparo a nuotare.  

Non dirò che tu sei l’inizio e la fine del mio mondo.  

Piuttosto ti dirò che voglio tu sia parte di esso.  

E ora,  dimmi,  hai capito la differenza? 

Annina Botta 

Mozziconi 

​Potevamo essere bellezza. 

Se esistesse un Dio,  ti assicuro,  ci avrebbe invidiati con spudoratezza.  

Sarebbe stata una salvezza,  io e te Uniti da una carezza.  

Che ci resta? Neanche una pezza,  solo una bozza.  

Anime monche e fiacche.  

Restano ciance vigliacche,  un due di picche,  un sacco di cicche e parole ciucche.

Annina Botta 

vestito di niente

​E dimmi,  come lo spieghi? Come lo racconti tutto questo? Che forse è sufficiente fare sesso,  che ossessione! Che forse è quello il fine e non il mezzo? Che forse davvero è l’unica cosa che importa? E che si prova? Che si prova a non provare assolutamente nulla? Che non ci credo che può bastare.  Che non ci credo che si possa volere solo quello.  Un periodo magari,  una botta di ormoni incontrollabile,  ma poi di tutti sti sbattimenti meccanici e vacui che resta? Che sei solo un po’ più solo,  un po’ più vuoto,  un po’ più stanco.  Perchè alla lunga stanca,  alla lunga pure l’orgasmo viene a noia,  pure il vedere l’altro come oggetto intercambiabile di piacere non dà più lo stesso piacere. Ci deve essere altro,  ci deve essere,  altrimenti ti stancherai anche di quello.  E poi cosa resterà quando sarai scoperto e il nulla ti farà sentire freddo?

Annina Botta 

Dirsi addio ogni volta 

​Che io sono così.  Odio i saluti,  non li so fare,  non li voglio fare.  Quando sei lì e devi dire “a presto,  ti voglio bene” e tutte le menate che si dicono di rito e invece sai perfettamente che non sai quando ti rivedrai,  che chissà quanto tempo passerà.  Allora mi schermo,  dò un abbraccio frettoloso, qualche parola mangiucchiata e vado via.  Aspetto sempre l’ultimo minuto,  proprio per non dovermi dilungare,  per avere una buona scusa per scappare.  Eppure dentro vorrei abbracciare forte per un’ora o due,  vorrei dire tutte quelle cose che si pensano soltanto e che invece vanno dette,  ma chissà perché ce le teniamo per noi.  Vorrei dare mille baci,  perché ogni arrivederci per me è come un addio.  Se avessi saputo che non ti avrei più baciato,  allora credimi,  l’avrei fatto durare più a lungo.  Credimi che mi sarei ricordata ogni istante,  ogni particolare,  ti avrei dato un bacio che non si può dimenticare. Ecco,  io vivo così,  abituata alle partenze,  agli abbandoni.  Ogni saluto per me è per sempre.  Tutte le volte.

Annina Botta 

Il gioco della fiducia 

​ sai io vorrei davvero dirti centomila cose.  Prendere tutto e sputarlo fuori ma non si può.  Non si può lo capisci? 

– no.  Non lo capisco,  è assurdo,  sono qui a un soffio e mi sto aprendo,  e mi sono affidato totalmente,  come nei giochi di fiducia,  hai presente? Chiudi gli occhi,  ti metti di spalle e ti lasci cadere.  È un salto basso,  eppure in quella frazione di secondo pensi a tutto.  “e se non mi prendono? E se mi sfracello? E se mi faranno fare male? Chi cazzo me lo ha fatto fare?”.  E mentre sei lì a pensare a tutto questo è finito,  ti hanno acchiappato,  apri gli occhi,  sorridi.  Ti sei imparanoiato per niente.  

– ma se poi

-no,  non esiste il “ma se poi”  esistiamo solo io e te.  Io che sono qui e non ti mollo,  non ti faccio cadere,  a costo di farmi male,  a costo di perdere l’equilibrio,  ma mal che vada ci sarà il mio corpo ad attutire la botta per te.  Non sono così forte ma per te,  per noi,  credimi posso esserlo.  

– ma chi mi dice che davvero lo farai? Che non sono parole? Che non scapperai quando mi sarò aperta e lasciata andare? 

– nessuno te lo dice.  Non esiste garanzia cazzo,  ma guardami,  guardami adesso,  metti la mano qui,  sul mio petto,  lo senti questo? Questo non può fingere,  questo non può dire cazzate.  La bocca forse ma non questo battito assurdo.  E dovrei essere uno stronzo,  il peggiore,  per spingerti a fare un salto nel vuoto se non fossi totalmente sicuro di ciò che provo e voglio.  Ora il punto è,  vuoi fare questo gioco di fiducia con me? 

Annina Botta