Sentitevi belle! 

Sta arrivando l’estate. 
Sentitevi belle. 

Anche se avete i rotolini e la pancetta. 

Anche se avete i fianchetti e il fisico rotondo. 

Anche se avete le smagliature o la cellulite. 

Anche se avete qualche chilo in più e non siete super toniche. 

Scopritevi. 

Mettetevi il bikini, i vestitini, gli shorts. 

Non nascondetevi dietro vestiti informi. 

Non vergognatevi dei vostri corpi, fatevi baciare dal sole soprattutto dove vi piacete un po’ meno. 

Sentitevi bellissime. 

La bellezza non è perfezione. 

La bellezza è accettazione e amore per sé stessi. 

Quindi amatevi! 

Sono le imperfezioni che vi rendono davvero belle.

Annina Botta 

Morire ogni giorno 

L’umanità non è morta ieri con i vergognosi commenti sulla morte delle rom. 

No. 

L’umanità muore ogni santo giorno, da un sacco di tempo. 

Ogni volta che il tuo vicino di casa non ha soldi per il pane e te ne freghi, però l’offerta in chiesa è d’obbligo. 

Ogni volta che un bambino muore per una guerra insensata e barbara. 

Ogni volta che giriamo la testa per non vedere. 

Ogni volta che chiamiamo “puttana” una donna perché sceglie di vivere liberamente la sua vita. 

Ogni volta che i figli vengono usati come merce di scambio per ricattare moralmente ed economicamente l’ex. 

Ogni volta che si tortura un cucciolo per il gusto di farlo. 

Che si umilia un debole, si fa bullismo, si fa violenza psicologica. 

Ogni volta che non ci sono infrastrutture adeguate per i disabili. 

Ogni volta che un anziano, colmo di vergogna, è costretto a rubare un litro di latte. 

Ogni volta che odio, xenofobia, misoginia e razzismo ledono un altro individuo. 

Ogni volta che i luoghi comuni la fanno da padrone. 

Quando non si ha la pietà umana di accogliere chi fugge, di accogliere un bambino, una famiglia disperata. 

Ogni volta che una donna viene uccisa, picchiata, discriminata e ostracizzata sul lavoro. 

Ogni fottuta volta, ogni fottuto giorno, muore l’umanità.

Annina Botta 

Ci vuole coraggio 

L’ingenuità è bellissima. 

Quando vedi qualcuno con gli occhi sgranati che con candore genuino e senza alcuna maschera dimostra la sua purezza. 

Nei bambini è bello, negli adulti è poesia. 

Perché pensateci, siamo abituati a ridere quando non capiamo una barzelletta, ad annuire quando non abbiamo la più pallida idea di cosa ci stiano dicendo, a dare risposte neutre quando non abbiamo ascoltato cosa ci è stato detto, ad avere la faccia da ebeti quando ci ferma qualcuno che non conosciamo. 

Gli ingenui no. 

A loro gliela leggi in faccia la confusione. 

Loro ti dicono “non lo so”. 

Che cosa magnifica! Ammettere davanti a qualcuno, senza nessuna remora, di non sapere qualcosa! 

Certo, direte voi, qual è il vantaggio? Ti fregano sempre, sei un bersaglio facile. 

Il vantaggio è che nonostante le fregature e i colpi, vedi le cose in modo più dolce, più autentico. 

Segui una linea meno falsata, più semplice. 

Ci vuole coraggio ad essere ingenui.

Annina Botta 

Il significato delle cose 

“alla fine è una brava persona”. 

Quante volte lo diciamo o sentiamo? 

E che significa veramente? 

Su certi concetti siamo tutti d’accordo, non uccidere, non stuprare, non fare violenza. 

E sul resto? È molto meno definitivo, più labile, più soggettivo. 

“quello fa le corna alla moglie, ma è un brav’uomo”. 

Vedete com’è ambivalente l’affermazione? Dipende dal contesto, dalle cause, dalla personale percezione di un evento. 

Basta davvero non commettere atti estremi per essere brave persone? 

La cattiveria, l’arroganza, la vendetta non rendono forse una persona peggiore di un, chessò, alcolizzato? 

Il bere, ad esempio, è una debolezza ma non dice chi sei. Puoi essere la persona migliore della terra. 

La cattiveria gratuita invece ti definisce come individuo. 

La brutalità, il gusto di umiliare o usare il prossimo si può manifestare in molti, moltissimi modi, ed è ben peggiore di una canna o un piccolo furto. 

Però è socialmente accettata, non ci sono leggi che impediscono il pettegolezzo o l’insensibilità. Non esiste un “malvagità test” fatto da forze dell’ordine preposte. 

Eppure se bevo due spritz e mi metto al volante mi ritirano la patente, anche se palesemente non posso essere ubriaca, e la gente dirà “si le hanno ritirato la patente, ma è una brava ragazza”. 

Come se quest’evento dicesse chi sono, che valori ho, come tratto il prossimo. 

Forse ci si dovrebbe chiedere cosa vuol dire davvero essere una “brava persona”. 

Nell’accezione più profonda e intima del termine.

Annina Botta