Come madre natura 

​E il mondo fuori è immobile,  impassibile. 

E il mondo fuori non lo senti,  sei chiusa in una bolla. 

Eppure dentro qualcosa,  per la prima volta si muove. 

Così,  d’improvviso,  mentre bevi un the sfogliando una rivista. 

Non dà preavviso,  lo senti scalciare e ne prendi atto. 

Diventa tutto più lucido e vivido. 

E il mondo fuori è ancora più fermo. 

E tu sei lì,  con un sorriso colmo di stupore e gioia sulle labbra. 

In attesa che si muova ancora. 

Adesso,  tutte le nausee,  i mal di testa,  le voglie,  hanno un senso. 

Adesso il seno rigonfio e dolente da puerpera è fonte di vita e nutrimento. 

Le tute e le smagliature non sono più un problema. 

Il tuo corpo sta cambiando per dare forma e volto al più grande amore della tua vita. 

E ti immagini come saranno i lineamenti,  come sarà averli fra le braccia. 

E hai mille paure ma poi eccoli,  si è mosso di nuovo,  e tutto sparisce. 

Perché senti che il potere della terra e della creazione è dentro di te. 

Sei una Dea bellissima e straripante. 

Comprendi che essere donna è molto di più,  essere donna è fragilità e potenza. 

Perché,  comunque vada e comunque sia,  ora sei radici che affondano in profondità. 

Ora sei tua madre,  tua nonna. 

Ora sei legata inestricabilmente a tutte le donne,  a tutti i figli.  

Dalla notte dei tempi fino alla fine dei tempi.

Annina Botta 

La filosofia del cappellaio matto

​San Valentino non mi è mai piaciuto.  È lo stesso principio del compleanno.  Non mi piace l’idea che qualcuno abbia un pensiero “imposto”  da una ricorrenza.  Che sia un augurio o un regalo.  Può essere fatto col cuore ma non è spontaneo.  È fatto in virtù di quella determinata data.  Adoro i buon non compleanni,  quei giorni qualsiasi in cui senza un motivo pensi a qualcuno e vuoi dimostrargli il tuo affetto,  la gratitudine che provi per averlo nella tua vita.  Magari vai a fare la spesa,  vedi le caramelle gommose e ti viene in mente quell’amico golosissimo a cui farebbero un gran piacere.  È una cavolata,  un piccolo gesto,  però totalmente spontaneo.  Fatto solo per il piacere di celebrare quella persona.  E il bello è che un buon non compleanno o un buon non San Valentino può essere ogni giorno.  È intenso,  è vero,  è un impulso autentico e puro.  Ecco perché li amo.

Annina Botta 

La panchina 

​Quante volte seduti su una panchina a gambe strette contro il petto e la testa fra le mani ci isolavamo.  D’inverno,  con la neve tutt’intorno a rimandarci bagliori di candore primordiale. 

Quante volte su una panchina a leggere in estate,  rilassati e speranzosi.  Col sole che batteva in testa e nelle vene.  

Quante volte su una panchina in primavera,  con quella persona speciale,  a parlare un po’ di tutto,  a scherzare,  ad aspettare un bacio che germogliasse come un fiore di pesco sulle labbra. 

Quante volte su una panchina in autunno,  con le cuffiette ad ascoltare in loop una canzone mentre si schiacciano le foglie secche sotto i piedi.  

E per ogni stagione,  per ogni stato d’animo c’è sempre una panchina.  

Da condividere o dove fuggire.  

Anche quando a denti stretti non sai più dove sbattere la testa.  

Anche quando non sai che fare e non vedi sbocchi.  

Anche quando pensi che un dolore non passerà mai. 

Anche quando quel dolore sarà oblio.  

Anche quando sorriderai.  

Ci potrai tornare sempre.  

Non importa dove,  come,  quando.  

Non preoccuparti,  ci arriverai,  magari stremato,  in ginocchio.  

Un sopravvissuto.  

E uscirne fuori con la voglia di non mollare è la più grande conquista di un uomo.  Perchè qua non si molla.  

Qua non si molla un cazzo.

Annina Botta 

Sapore di gelso 

​Il tempo non ci lascia scampo. 

Torna e chiede il conto. 

Ti toglie il sonno. 

Ti ritrovi con più ricordi di quelli che vorresti,  con la pelle segnata e i primi capelli bianchi che sembravano non dover mai arrivare. 

Ma te lo ricordi il sapore che avevano i frutti di gelso che rubavi a tuo nonno da piccolo? 

E quel brivido che provavi,  e le tasche piene e la bocca sporca. 

E no,  non c’era nulla di più buono. 

Vorrei un minuto,  uno solo,  per riempirmi le tasche ancora. 

Per vedere dove è stato il punto di rottura. 

Anzi no,  quello lo ricordo bene. 

Lo ricorderò anche quando le pupille si faranno sbiadite e stanche. 

Il tempo è così,  lui scorre inesorabile e bastardo. 

Anche quando non te ne accorgi,  anche quando ti metti a correre in senso contrario.  

E non aspettatevi risposte,  vi darà solo altre domande. 

E io vorrei essere più semplice. 

Vorrei poterlo vivere meglio questo tempo. 

Ma lui si nutre di questo mio essere evanescente e nostalgica.  

Perché sono sempre arrivata tardi. 

Di un soffio. 

Di un attimo. 

Di un battito di ciglia. 

Se solo il mondo intero si fermasse,  e io sola potessi muovermi fra la gente,  sentire gli odori,  assorbire tutti i colori. 

E invece il tempo non ti lascia nulla,  ri trovi a tasche vuote e bocca asciutta. 

E no,  non credere che esista un antidoto,  un’immunità. 

Per combattere il tempo puoi solo fare del tuo meglio per andare a tempo.  

Che il ritmo non lo puoi scegliere,  magari ti fa schifo.  Magari è fantastico. 

Poco importa. 

Tanto cambia,  di continuo. 

È che io e la mia asincronia innata inciampiamo sempre. 

Il tempo non ti fa ritentare,  non esistono prove. 

Ti ritrovi catapultato a centro scena e il pubblico troppe volte è spietato e non ti resta che fare il meglio che puoi. 

C’è un segreto però,  il tempo è uguale per tutti,  il tempo non fa favori a nessuno. 

A sipario calato saremo tutti uguali. 

La differenza la faranno solo il modo in cui ci siamo mossi. 

E ci si deve muovere con gentil,  cuore,  umanità,  verità. 

Tanto i ricordi un modo per ritornare lo trovano. 

E magari ti porteranno un dolore o chissà,  sapranno di gelsi.

Annina Botta 

Dialoghi interiori parte 2 

​Cervello:allora,  cosa abbiamo imparato? 

Cuore: che io sono pazzo di lui! 

Vagina: è tutto un bollore,  me lo sento.  Ve lo dico questa volta decido io! 

Cervello: oooo mi ascoltate? Ma voi mi bruciate le sinapsi! È un coglione,  dai è un bipede insulso,  l’evoluzione ha palesemente fallito con lui.  

Cuore:aaaaaah che tesorino cucciolino patatino,  mi ha scritto un whatsappino col buingiornino. 

Cervello: ok,  l’evoluzione ha fallito anche con te. 

Vagina:oh senti non rompere! È un manzo pazzesco,  siamo due contro uno e io non batto chiodo da una vita. Quindi per me evoluzione,  sinapsi,  whatsappini e tutto il resto so fatti vostri! 

Cervello:io con te ho fallito.  Sei una dissennata.  Mi spengo,  decidete tutto voi. 

Annina Botta 

Wendy per sempre 

​Una volta era tutto più facile.  

Ti ricordi che si passavano ore a cercare il sassolino perfetto per giocare a settimana? 

Ricordi che si saltava di mattonella in mattonella immaginando che ci fosse la lava? 

Ricordi di come si sognasse il primo amore? 

Di come si sognasse un gran futuro? 

Senza inganni,  senza intoppi.  

Senza ripieghi e senza rattoppi.  

Poi qualcosa va un po’ storto,  non bastano più i pensieri felici per volare.  

Eppure fino a ieri ci riuscivi,  avevi le tasche piene di polvere magica.  

Succede una delusione,  poi un’altra.  

Succede che diventi disincantato,  o almeno ci provi.  

Succede che non lo sai esattamente quando è successo.  

Che se ti sporchi il naso di gelato in pubblico ti guardano male e tu vorresti solo ridere.  

Ridere di chi non si schizza mai con gli spaghetti,  di chi è troppo razionale,  di chi non si lascia mai andare.  

Ridere di chi non prova mai stupore,  di chi non sbaglia mai,  di chi sa sempre ciò che vuole.  

Perché io non lo so cosa voglio fare,  so cosa voglio essere.  

Non lo so il finale ma so come vorrei vivere tutto il resto. 

Annina Botta